Abitanti Digitali Convegno nazionale
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ti trovi in:  Abitanti digitali - Speciale del Sir - 20 maggio 2011 - 4 
20 maggio 2011 - 4   versione testuale






Interventi di : Spadaro, Marchetti e Sanavio
 
13:49 - ABITANTI DIGITALI: DON SANAVIO (PADOVA), “FIDUCIA” PER “FORMAZIONE E CONFRONTO”
 
(Macerata)- “Anche in una diocesi i rapporti di fiducia generano possibilità di formazione e confronto. Ma come raggiungere in modo capillare una diocesi con un milione di abitanti e 459 parrocchie?”. È l’esperienza presentata oggi a Macerata, nell’ambito del convegno nazionale “Abitanti digitali”, da don Marco Sanavio, direttore del Servizio informatico della diocesi di Padova. “Il nostro lavoro sul territorio – ha detto al SIR don Sanavio - è stato costruito esclusivamente sulle relazioni di fiducia. Le diverse iniziative di comunicazione promosse dalla diocesi e dall’Azione cattolica ragazzi, si sono dedicate alle relazioni mediali, volte a promuovere iniziative di solidarietà, d’intesa con un Ufficio rapporti a distanza appositamente preposto”. In particolare per la costruzione di un orfanotrofio in Siberia, il percorso formativo consisteva nella realizzazione di un video anteprima di lancio dell’intera proposta, supportato da una pubblicazione cartacea, da Facebook e da altri social network. “Oltre a raccogliere i fondi necessari per l’orfanotrofio – ha spiegato don Sanavio - l’iniziativa ha dato vita ad uno ‘sciame’ di risposte online, video e foto. Da questa esperienza, ci arriva la convinzione che, anche se internet è un processo non controllabile e influente sul ritmo della vita delle persone, se si basa su di un tessuto già in essere può offrire grandi opportunità”.
 
13:16 - ABITANTI DIGITALI: MARCHETTI (UNIV. PERUGIA), NELLA RETE I “SAGRATI VIRTUALI”
 
(Macerata) - Nella rete si trovano oggi dei “sagrati virtuali” e gli incontri che si fanno “on-line” spesso sono seguiti da incontri di persone. È il bilancio di un monitoraggio del rapporto tra parrocchie e rete che Rita Marchetti, dell’Università di Perugia, ha presentato stamattina al convegno “Abitanti digitali” in svolgimento a Macerata. Nel corso della sua indagine la studiosa ha rilevato che le parrocchie sono presenti in internet con i loro siti per “informare” (orari delle messe, date degli incontri, informazioni storico-artistiche) e “mobilitare i fedeli che già frequentano la parrocchia” ma sicuramente la frontiera è la presenza sui social network. “A volte si creano pagine Facebook per singoli eventi – ha spiegato Marchetti – ma la presenza più interessante è quella dei profili dei sacerdoti. La rete può infatti aiutare a recuperare relazioni e opportunità, favorire gli incontri anche con i ‘lontani’, sia geograficamente che culturalmente”. Al convegno è poi intervenuto Giovanni Silvestri, responsabile del Servizio informatico della Cei, che ha invece messo in luce l’opportunità di legare siti e pagine delle diocesi e delle parrocchie sul web con portali e siti delle istituzioni locali.
 
12:49 - ABITANTI DIGITALI: SPADARO (SICEI), SITO SIA “EPICENTRO DELLA PRESENZA” PER DIOCESI
 
(Macerata) - Le diocesi deve stare e “abitare” il web, ma devono “rispettare la propria realtà digitale”. È quanto ha affermato Leo Spadaro, consulente del Servizio informatico della Cei (Sicei), intervenendo stamattina al convegno nazionale “Abitanti digitali”. L’esperto ha sottolineato che “il mondo è ossessionato da Facebook”, basti pensare che “in Italia ci sono 18 milioni di utenti registrati e che è su Facebook e il 90% delle persone tra 12 e 30 anni” ma nonostante questo le diocesi devono avere un proprio sito, come “epicentro della presenza” nel mondo del web 2.0, perché “i social network sono un ambiente gestito da altri e in cui si è semplicemente ospiti”. Per Spadaro le diocesi devono “verificare periodicamente” le pagine dedicate su Google, Wikipedia e “postare sempre i video sul sito della diocesi e su Youtube”. “Il blog è un diario personale – ha ricordato Spadaro - e se una diocesi decide di averlo è necessario che sia aggiornato con periodicità”. Per quanto riguarda la possibilità di una pagina Facebook diocesana, Spadaro ha portato l’esempio della Conferenza episcopale americana che ha un profilo dove ha dichiarato chiaramente i propri “criteri di condivisione”, che è supportato da “risorse e contenuti pensati” e che segue “uno schema di comportamento” per rispondere nella maniera opportuna ai post a seconda del tono degli interventi.