Abitanti Digitali Convegno nazionale
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ti trovi in:  Abitanti digitali - Speciale del Sir - 19 maggio 2011 - 2 
19 maggio 2011 - 2   versione testuale






Intervento del Prof. Scaglioni
19:25 - ABITANTI DIGITALI: SCAGLIONI (DOCENTE STORIA MEDIA), “ACCETTARE LA SFIDA DEL DIALOGO”
 
(Macerata) - Nella rete “le opportunità e i rischi sono legati soprattutto alla nostra capacità di ‘comprendere’ pienamente e distintamente quanto sta accadendo attorno a noi, ovvero come sta cambiando il nostro ‘ambiente di vita’. Un ambiente sempre più profondamente innervato di media, di flussi di comunicazione istantanei, di relazioni mediate... Non a caso parliamo, dopo ‘Testimoni digitali’, di “Abitanti digitali’”. Lo ha detto oggi a Macerata Massimo Scaglioni, docente di storia dei media all’Università cattolica di Milano, intervenendo al convegno nazionale “Abitanti digitali”. Richiamando la relazione di apertura di mons. Claudio Giuliodori, Scaglioni ha spiegato che nel web “i rischi più grossi sono due: lasciarci soggiogare da ingenui entusiasmi, da un lato, oppure da ingiustificati allarmismi, all’estremo opposto”. L’ambiente mediale, però, ha sottolineato il docente, “è attraversato da flussi di comunicazione diversi, per la loro origine” in cui “sono disponibili e operativi mezzi di comunicazione e di relazione che si sovrappongono, si ibridano e si rilanciano a vicenda in modalità inedite”. (segue)

 
19:25 - ABITANTI DIGITALI: SCAGLIONI (DOCENTE STORIA MEDIA), “ACCETTARE LA SFIDA DEL DIALOGO” (2)
 
Analizzando il meccanismo dei media cattolici Scaglioni ha rilevato come “in Italia questo sia senz’altro un esempio importante di come i media possano contribuire a fare comunità”. Non si tratta –ha rimarcato – di qualcosa di completamente nuovo, ma senz’altro oggi le possibilità di interscambio fra flussi di comunicazione differenti, fra comunicazione istituzionale e comunicazione diffusa, sono più accentuate. Media tradizionali (come giornali, tv e radio) e media nuovi (come la rete e i social network) possono agire sinergicamente per generare un senso di appartenenza”. In questa logica, ha concluso, non ci si deve negare “l’opportunità di accettare la sfida del dialogo. È vero che il sistema mediale contemporaneo consente opportunità inedite per comunicare un messaggio, ma richiede anche di accettare un confronto necessario con quella cultura discorsivamente densa e diffusa che, non sempre, è ‘amichevole’ e ‘ben disposta’”.