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 Ufficio Liturgico Nazionale - Archivio - 2013 - Dicembre - "Immacolata Concezione della B. V. Maria" 
"Immacolata Concezione della B. V. Maria"   versione testuale

La coincidenza della seconda domenica d'Avvento con la solennità dell'Immacolata Concezione della beata Vergine Maria ci invita ad armonizzare questa celebrazione con il tempo liturgico proprio.
Infatti, considerati i particolari motivi pastorali che derivano dalla profonda devozione che lega il popolo italiano al culto della Vergine Immacolata, il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, Card. Angelo Bagnasco, a nome dei Vescovi italiani, ha chiesto alla Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei Sacramenti la possibilità di mantenere la medesima celebrazione della solennità domenica 8 dicembre, derogando pro hac vice alle norme liturgiche che, in casi simili, prevedono il trasferimento della festa al primo giorno utile[1].
La Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha concesso che la solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria sia celebrata in tutte le diocesi d'Italia nel giorno proprio.
Il dono di grazia che ha avvolto Maria sin dal suo primo istante di vita è segno della «preparazione radicale (cfr Is 11,1.10) alla venuta del Salvatore» (PAOLO VI, Marialis cultus 3). Ogni credente, come Maria, è chiamato a rendere se stesso abitazione degna del Signore e a preparare le sue vie a Colui che viene.
Una degna ars celebrandi saprà celebrare adeguatamente l'evento di grazia accaduto in Maria nel mistero più grande del Figlio suo approfittando anche della domenica, giorno del Signore e della Chiesa.
Secondo le disposizioni della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti la seconda lettura della celebrazione eucaristica è quella prevista per la seconda domenica d'Avvento A (Rm 15,4-9).
L'intervento omiletico nello sguardo complessivo all'Immacolata Concezione di Maria potrà "leggere" il mistero di consolazione e di speranza che si è realizzato nel Figlio di Dio e di Maria: la condiscendenza di Dio nei confronti di ogni uomo, che si è fatta benedizione nella giovane donna di Nazaret, diventa principio dell'apertura di ogni uomo al proprio fratello.
Anche la preghiera dei fedeli (introduzione, intenzioni e orazione conclusiva) dovrà risentire del clima dell'Avvento e di quell'attesa vigile che è stata innanzitutto di Maria, la Madre.
Nella preghiera eucaristica non ci si dimentichi dell'embolismo domenicale che esplicita il giorno del Signore, giorno proprio della convocazione liturgica per la celebrazione della Pasqua.
La celebrazione può concludersi con un gesto di venerazione a Maria.
Conclusa l'orazione dopo la comunione si può innalzare un canto alla Vergine Maria (la tradizione popolare ci tramanda il noto canto del Tota pulchra, RN 222) e onorare l'immagine con il profumo dell'incenso oppure con un omaggio floreale o con l'accensione di una lampada.
 
(dal Sussidio liturgico-pastorale Avvento-Natale 2013, «È ormai tempo di svegliarvi dal sonno»)


[1] Cf. Norme generali sull'anno liturgico e sul calendario, n. 60.