1. Carattere polemico della proposizione di 1Cor 1,17 a causa dei partiti creatisi a Corinto, in nome del battesimo inteso come individualistica relazione con la divinità (cf. il culto dei misteri eleusini diffusi a Corinto).
2. Evangelizzare è per Paolo predicare Cristo e collocare al centro della predicazione la “parola della croce” (1Cor 1,18), vista come sintesi irriducibile della morte e risurrezione di Cristo per noi.
3. Primato assoluto dell’evangelizzazione nell’apostolato di Paolo: “Non predichiamo infatti noi stessi ma Gesù Cristo, Signore, e noi stessi siamo vostri servitori a causa di Gesù” (2Cor 4,5).
4. La professione di fede pre-paolina in “Gesù Cristo, il Signore” (cf. Fil 2,5-11) è da Paolo approfondita per la centralità della theologia crucis, per il valore vantaggioso della sua morte e risurrezione e per la personalizzazione del “per me” o “per tutti”, senza distinzione della morte di croce.
5. La poca rilevanza della gesuologia nella predicazione di Paolo, a favore del kerygma e delle implicazioni per la fede, per l’etica e per le relazioni ecclesiali. Il “non conoscere Gesù secondo la carne” (2Cor 5,16) non nega l’importanza del Gesù storico (contro l’orientamento bultmanniano) ma la orienta nell’alveo del Cristo della fede...(Testo Completo)