Proposta musicale   versione testuale
1. Repertorio proposto
Canto di ingresso: In te la nostra gloria (RN 115)
Salmo responsoriale: proposta musicale CEI oppure Il calice di benedizione  (RN 117)
Acclamazione al Vangelo: Gloria e lode a te (RN 16)
Lavanda dei piedi: Io vi do un grande esempio (RN 360)
Presentazione delle offerte: Ubi caritas est vera (RN 121) oppure
                    Dov’è carità e amore (RN 124)
Comunione: Sei tu, Signore, il pane (RN 378)
Processione per la reposizione del Santissimo Sacramento: Pange lingua (RN 91)
Adorazione: Adoriamo Gesù Cristo (RN 123)
 
2. Conoscere il Repertorio Nazionale
Ubi caritas est vera (RN 121)
 
Testo: S. Paolino di Aquileia, sec. VIII-IX
Musica:  Canto gregoriano
Fonti: © Libreria Editrice Vaticana
Uso: Giovedì Santo, processione offertoriale
Forma musicale: inno 
 
Rit.   Ubi caritas est vera (et amor), Deus ibi est.
 
1.      Congregavit nos in unum Christi amor.
         Exsultemus et in ipso jucundemur.
         Timeamus et amemus Deum vivum.
         Et ex corde diligamus nos sincero.
 
2.      Simul ergo cum in unum congregamur:
         ne nos mente dividamur, caveamus.
         Cessent iurgia maligna, cessent lites.
         Et in medio nostri sit Christus Deus.
 
3.      Simul quoque cum beatis videamus
         glorianter vultum tuum, Christe Deus:
         gaudium, quod est immensum atque probum,
         saecula per infinita saeculorum.
 
(traduzione conoscitiva)
 
Dove l’amore è vero, lì abita Dio.
 
Ci ha radunati l’Amore di Cristo,
esultiamo e rallegriamoci in quell’Amore.
Temiamo e amiamo il Dio vivo
e amiamoci con cuore sincero.
 
Quindi, mentre siamo radunati insieme
stiamo bene attenti a non essere divisi nell’animo.
Cessino gli alterchi maligni, cessino le liti
e in mezzo a noi ci sia Cristo.
 
O Cristo Dio, fa’ che possiamo gloriosamente vedere,
insieme con i beati, il tuo volto,
che è gioia infinita e vera,
per i secoli dei secoli. 
 
Il testo
È il canto dell’amore fraterno, conosciuto anche nella versione “Ubi caritas et amor”, che da sempre accompagna l’ufficio della lavanda dei piedi. Il testo, che risale all’VIII secolo, ed attribuito a San Paolino di Aquileia, è tutta un’esortazione all’unità fra i cristiani: la legge dell’amore vicendevolmente deve prevalere sulle dispute e le liti che possono generarsi, anche legittimamente, fra gli uomini. Quando la visione delle cose non è la stessa per tutti, al di là di qualsiasi motivo di divisione, c’è sempre il vincolo della carità che ci lega; è quindi un preciso dovere di ognuno ricercare maggiormente le cose che ci uniscono piuttosto che quelle che ci dividono, tenendo presente che “l’unità dei cristiani è oggi attesa e desiderata anche da molti che non credono in Cristo. Quanto più, in effetti, questa unità farà progresso nella verità e nell’amore, sotto la potente azione dello Spirito Santo, tanto più essa diverrà per il mondo intero un presagio di unità e di pace”. (Gaudium et spes)
 
La musica
Un inno strofico, con il ritornello affidato all’assemblea e le strofe ad un solista o ad un piccolo coro. Scritto nel modo VI, non presenta eccessive difficoltà, sicuramente non è adatto per un coro alle primissime armi, ma non sono richieste particolari doti. La maggior difficoltà è il ritmo: essendo basato sulla parola, occorre attribuire il primato al fluire denso del testo, senza ostinarsi a voler rendere mensurale la bella melodia.
 
Quando e come utilizzarlo
È un inno per il Giovedì Santo, per l’esattezza la celebrazione “nella Cena del Signore”. Però anche durante la settimana per l’unità dei cristiani, oppure negli incontri ecumenici, o in tutte le situazioni in cui si prega per la pace. Può essere una veglia specifica, ma anche una Celebrazione Eucaristica in cui si voglia mettere in particolare risalto il tema della fraternità universale.
Si eviti la tendenza a rallentare o ad appesantire, difetto molto diffuso nelle nostre assemblee: non appena si intona un canto gregoriano si comincia subito a rallentare fino a renderlo insostenibile.