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Mons. Pompili: testimoni perché abitanti   versione testuale







Al Sir Mons. Domenico Pompili, Sottosegretario CEI e Direttore dell'Ufficio Nazionale per le comunicazioni sociali, introduce le tematiche principali dell'ormai imminente appuntamento di Macerata... 
 
 
Mons. Pompili, può spiegare il significato del tema?
“‘Abitanti digitali’ si pone già nel titolo in ideale continuità con ‘Testimoni digitali’ che lo scorso anno ha raccolto a Roma migliaia di operatori della comunicazione per superare definitivamente la contrapposizione tra virtuale e reale. Siamo tornati a casa persuasi che la rete può essere un luogo d’incontro e di dialogo, a condizione che non venga scambiata per l’intero, giacché le dimensioni intracorporea e fisica non potranno mai essere ritenute superflue. Tuttavia grazie alla rete – e i social network ne sono una tangibile conferma – si possono stabilire contatti, approfondire la dinamica relazionale e perfino affettiva e, dunque, fare ‘opera di manutenzione’ dei rapporti umani. Con Macerata vorremmo fare un passo in avanti chiedendoci in concreto come abitare questo spazio umano, senza avere la velleità di volerlo presidiare o l’ingenuità di volerlo occupare. Qui il punto è abitare, cioè stabilire un rapporto non superficiale né strumentale, capace di comprendere dal di dentro il significato di questa nuova piattaforma di comunicazione”.
 
Continua dunque l’impegno nel “coniugare l’annuncio del Vangelo con la nuova realtà mediatica”...
“L’interesse che ci muove non è tecnico né solo dettato da curiosità per le novità cui assistiamo quasi di giorno in giorno. A spingerci è la consapevolezza che dietro i cambi tecnologici si nascondono sempre anche delle trasformazioni umane e culturali, di cui tener conto se si vuol intercettare il mondo di oggi. Chi ha il compito e la missione di annuncio del Vangelo non può disinteressarsi dell’evoluzione dei linguaggi e delle forme comunicative perché gli uni e le altre producono sottili sommovimenti pure nell’umano. Basti pensare alla forma dialogica e interattiva che Internet predilige e che porta a riformulare anche la proposta evangelica in una forma che sappia più di generazione ed educazione che non semplicemente di trasmissione unidirezionale, sapendo che l’educatore è chiamato ad auto-educarsi”.
 
Quale altro tassello s’intende aggiungere alla riflessione sulle novità del contesto digitale?
“Certamente sarà interessante conoscere i risultati di una ricerca promossa dall’Università Cattolica di Milano e coordinata da Chiara Giaccardi che intende fare il punto sulle ‘identità digitali’, cioè sulla costruzione del sé e delle relazioni, nei giovani tra i 18 e i 24 anni. Molto rilevanti saranno anche le esperienze di cui a Macerata verremo a conoscenza, attraverso persone che stanno sperimentando nel nostro Paese forme nuove d’interazione con questi nuovi linguaggi nell’ambito della scuola ma anche della parrocchia. Il tassello che si vorrebbe aggiungere è che educare si può anche attraverso Internet e non nonostante. Giacché solo integrando questa nuova forma d’approccio alla realtà e alla conoscenza che è il mondo della rete, si potrà adeguatamente stare dentro il nostro tempo”.
 
Quali possibilità d’incontro, testimonianza ed educazione nello spazio digitale?
“Non ci sono automatismi che garantiscano risultati. Non è che siccome uno ha migliaia di amici su Facebook questo corrisponde già a una relazionalità diffusa e matura. C’è tuttavia l’esperienza di tanti che attraverso le reti sociali mostrano un bisogno forte di condivisione, di confronto e di dialogo, rispetto a una cultura molto individualista, frammentata e autoreferenziale. Qui c’è forse l’indizio di una nuova possibilità di educare se privilegiamo rapporti diretti e non mediati, se facciamo leva sull’autorevolezza di ciò che siamo e diciamo piuttosto che sulla semplice posizione di rendita che nasce dai ruoli. Se, in definitiva, sappiamo metterci in gioco nella rete come nella vita quotidiana. La Chiesa, che ha tra i suoi compiti quello di accorciare le distanze per rendersi incontrabile da tutti, può trovare nella rete un formidabile alleato, se saprà anche nel web essere se stessa”.