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 Liturgia delle ore - Anno A (2016-2017) - OTTAVA DI PASQUA - VENERDI' FRA L'OTTAVA DI PASQUA - VENERDI' FRA L'OTTAVA DI PASQUA - LITURGIA PROPRIA - Ufficio delle letture 




Venerd́ 21 Aprile 2017

Ufficio delle letture   versione testuale

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V.
O Dio, vieni a salvarmi

R.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio
   e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre
   nei secoli dei secoli. Amen. Alleluia.
Questa introduzione si omette quando si comincia l'Ufficio con l'Invitatorio.
INNO
Ecco il gran giorno di Dio,
splendente di santa luce:
nasce nel sangue di Cristo
l’aurora di un mondo nuovo.
Torna alla casa il prodigo,
splende la luce al cieco;
il buon ladrone graziato
dissolve l’antica paura.
Gli angeli guardano attoniti
il supplizio della croce,
da cui l’innocente e il reo
salgono uniti al trionfo.
O mistero insondabile
dell’umana redenzione:
morendo sopra il patibolo
Cristo sconfigge la morte.
Giorno di grandi prodigi!
La colpa cerca il perdono,
l’amore vince il timore,
la morte dona la vita.
Irradia sulla tua Chiesa
la gioia pasquale, o Signore,
unisci alla tua vittoria
i rinati nel battesimo.
Sia lode e onore a Cristo,
vincitore della morte,
al Padre e al Santo Spirito
ora e nei secoli eterni. Amen.
Oppure:
Hic est dies verus Dei,
sancto serénus lúmine,
quo díluit sanguis sacer
probrósa mundi crímina.
Fidem refúndit pérditis
cæcósque visu illúminat;
quem non gravi solvit metu
latrónis absolútio?
Opus stupent et ángeli,
poenam vidéntes córporis
Christóque adhæréntem reum
vitam beátam cárpere.
Mystérium mirábile,
ut ábluat mundi luem,
peccáta tollat ómnium
carnis vitia mundans caro.
Quid hoc potest sublímius,
ut culpa quærat grátiam,
metúmque solvat caritas
reddátque mors vitam novam?
Esto perénne méntibus
paschále, Iesu, gáudium,
et nos renátos grátiæ
tuis triúmphis ággrega.
Iesu, tibi sit glória,
qui morte victa prǽnites,
cum Patre et almo Spíritu,
in sempitérna sǽcula. Amen.
1 ant. 
Rendete grazie al Signore:
           egli solo ha fatto prodigi, alleluia.
SALMO 135,  1-9  (I)    Inno pasquale
Lodate il Signore perché è buono: *
   eterna è la sua misericordia.
Lodate il Dio degli dèi: *
   eterna è la sua misericordia.
Lodate il Signore dei signori: *
   eterna è la sua misericordia.
Egli solo ha compiuto meraviglie: *
   eterna è la sua misericordia.
Ha creato i cieli con sapienza: *
   eterna è la sua misericordia.
Ha stabilito la terra sulle acque: *
   eterna è la sua misericordia.
Ha fatto i grandi luminari: *
   eterna è la sua misericordia.
Il sole per regolare il giorno: *
   eterna è la sua misericordia;
la luna e le stelle per regolare la notte: *
   eterna è la sua misericordia.
1 ant. 
Rendete grazie al Signore:
           egli solo ha fatto prodigi, alleluia.
2 ant. 
Ha fatto uscire il suo popolo dall’Egitto:
           eterna è la sua misericordia, alleluia.
II   (10-15)
Percosse l’Egitto nei suoi primogeniti: *
    eterna è la sua misericordia.
Da loro liberò Israele: *
   eterna è la sua misericordia;
con mano potente e braccio teso: *
    eterna è la sua misericordia.
Divise il Mar Rosso in due parti: *
    eterna è la sua misericordia.
In mezzo fece passare Israele: *
    eterna è la sua misericordia.
Travolse il faraone e il suo esercito nel Mar Rosso: *
    eterna è la sua misericordia.
2 ant. 
Ha fatto uscire il suo popolo dall’Egitto:
           eterna è la sua misericordia, alleluia.
3 ant. 
Ci hai liberati, Signore,
           dai nostri oppressori, alleluia.
III   (16-26)
Guidò il suo popolo nel deserto: *
   eterna è la sua misericordia.
​Percosse grandi sovrani: *
   eterna è la sua misericordia;
​uccise re potenti: *
   eterna è la sua misericordia.
Seon, re degli Amorrèi: *
   eterna è la sua misericordia.
Og, re di Basan: *
   eterna è la sua misericordia.
Diede in eredità il loro paese: *
   eterna è la sua misericordia;
in eredità a Israele suo servo: *
   eterna è la sua misericordia.
​Nella nostra umiliazione si è ricordato di noi: *
   eterna è la sua misericordia;
ci ha liberati dai nostri nemici: *
   eterna è la sua misericordia.
Egli dà il cibo ad ogni vivente: *
   eterna è la sua misericordia.
Lodate il Dio del cielo: *
   eterna è la sua misericordia.
3 ant. 
Ci hai liberati, Signore,
           dai nostri oppressori, alleluia.
V.
Dio ci ha fatti rinascere a una speranza viva, alleluia,
​R.
in Cristo risorto dai morti, alleluia.
PRIMA LETTURA

Dalla prima lettera di san Pietro, apostolo
3, 18 – 4, 11

L’attesa della venuta di Cristo
nella gloria della risurrezione
     
   Carissimi, Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, giusto per gli ingiusti, per ricondurvi a Dio; messo a morte nella carne, ma reso vivo nello spirito. E in spirito andò ad annunziare la salvezza anche agli spiriti che attendevano in prigione; essi avevano un tempo rifiutato di credere quando la magnanimità di Dio pazientava nei giorni di Noè, mentre si fabbricava l’arca, nella quale poche persone, otto in tutto, furono salvate per mezzo dell’acqua. Figura, questa, del battesimo, che ora salva voi; esso non è rimozione di sporcizia del corpo, ma invocazione di salvezza rivolta a Dio da parte di una buona coscienza, in virtù della risurrezione di Gesù Cristo, il quale è alla destra di Dio, dopo essere salito al cielo e aver ottenuto la sovranità sugli angeli, i Principati e le Potenze.
     Poiché dunque Cristo soffrì nella carne, anche voi armatevi degli stessi sentimenti; chi ha sofferto nel suo corpo ha rotto definitivamente col peccato, per non servire più alle passioni umane, ma alla volontà di Dio, nel tempo che gli rimane in questa vita mortale. Basta col tempo trascorso nel soddisfare le passioni del paganesimo, vivendo nelle dissolutezze, nelle passioni, nelle crapule, nei bagordi, nelle ubriachezze e nel culto illecito degli idoli. Per questo trovano strano che voi non corriate insieme con loro verso questo torrente di perdizione e vi oltraggiano. Ma renderanno conto a colui che è pronto a giudicare i vivi e i morti; infatti è stata annunziata la buona novella anche ai morti, perché pur avendo subìto, perdendo la vita del corpo, la condanna comune a tutti gli uomini, vivano secondo Dio nello spirito.
     La fine di tutte le cose è vicina. Siate dunque moderati e sobri, per dedicarvi alla preghiera. Soprattutto conservate tra voi una grande carità, perché la carità copre una moltitudine di peccati. Praticate l’ospitalità gli uni verso gli altri, senza mormorare. Ciascuno viva secondo la grazia ricevuta, mettendola a servizio degli altri, come buoni amministratori di una multiforme grazia di Dio. Chi parla, lo faccia come con parole di Dio; chi esercita un ufficio, lo compia con l’energia ricevuta da Dio, perché in tutto venga glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, al quale appartiene la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen!
 
RESPONSORIO                              Cfr. 1 Pt 3, 18. 22
​R.
Cristo è morto per i peccati una volta per sempre,
giusto per gli ingiusti, per  ricondurvi a Dio;
 ​*
messo
a morte nella carne, vive nello spirito, alleluia.
​V.
Egli è alla destra di Dio: ha sconfitto la morte e ci
ha fatto eredi della vita eterna;
​R.
messo a morte nella carne, vive nello spirito,
alleluia.
SECONDA LETTURA

​Dalle «Catechesi» di san Cirillo di Gerusalemme
 
(Catech. 21, Mistagogica 3, 1-3; PG 33, 1087-1091)
 
 
L’unzione dello Spirito Santo
     ​
   Battezzati in Cristo e rivestiti di Cristo, avete assunto una natura simile a quella del Figlio di Dio. Il Dio, che ci ha predestinati ad essere suoi figli adottivi, ci ha resi conformi al corpo glorioso di Cristo.
     Divenuti partecipi di Cristo, non indebitamente siete chiamati «cristi» cioè «consacrati», perciò di voi Dio ha detto: «Non toccate i miei consacrati» (Sal 104, 15).
     Siete diventati «consacrati» quando avete ricevuto il segno dello Spirito Santo. Tutto si è realizzato per voi in simbolo, dato che siete immagine di Cristo. Egli, battezzato nel fiume Giordano, dopo aver comunicato alle acque i fragranti effluvi della sua divinità, uscì da esse e su di lui avvenne la discesa del consustanziale Spirito Santo: l’Uguale si posò sull’Uguale.
     Anche a voi, dopo che siete emersi dalle sacre acque, è stato dato il crisma, di cui era figura quello che unse il Cristo, cioè lo Spirito Santo. Di lui anche il grande Isaia, parlando in persona del Signore, dice nella profezia che lo riguarda: «Lo Spirito del Signore Dio è su di me, perché il Signore mi ha consacrato con l’unzione; mi ha mandato a portare il lieto annunzio ai miseri» (Is 61, 1).
     Cristo non fu unto dagli uomini con olio o altro unguento materiale, ma il Padre lo ha unto di Spirito Santo, prestabilendolo salvatore di tutto il mondo, come dice Pietro: Gesù di Nazaret, che Dio unse di Spirito Santo (cfr. At 10, 38). E il profeta Davide proclama: «Il tuo trono, Dio, dura per sempre; è scettro giusto lo scettro del tuo regno. Ami la giustizia e l’empietà detesti; Dio, il tuo Dio, ti ha consacrato con olio di letizia, a preferenza dei tuoi eguali» (Sal 44, 7-8).
     Egli fu unto con spirituale olio di letizia, cioè con lo Spirito Santo, il quale è chiamato olio di letizia, perché è lui l’autore della spirituale letizia. Voi, invece, siete stati unti con il crisma, divenendo così partecipi di Cristo e solidali con lui.
     Guardatevi bene dal ritenere questo crisma come un puro e ordinario unguento. Santo è quest’unguento e non più puro e semplice olio. Dopo la consacrazione non è più olio ordinario, ma dono di Cristo e dello Spirito Santo. È divenuto efficace per la presenza della sua divinità e viene spalmato sulla tua fronte e sugli altri tuoi sensi con valore sacramentale. Così, mentre il corpo viene unto con l’unguento visibile, l’anima viene santificata dal santo e vivificante Spirito.
 
RESPONSORIO       Cfr. Ef 1, 13-14; 2 Cor 1, 21-22
R.
Venendo alla fede, avete ricevuto il sigillo dello
Spirito Santo promesso, che è caparra della nostra
eredità, in attesa della completa redenzione di coloro
che Dio si è acquistato,
*
a lode della sua gloria,
alleluia.
​V.
Con l’unzione, Dio ci ha segnati e ci ha dato la
caparra dello Spirito nei nostri cuori,

R.
a lode della sua gloria, alleluia.
INNO Te Deum
Noi ti lodiamo, Dio, *
   ti proclamiamo Signore.
O eterno Padre, *
   tutta la terra ti adora.
A te cantano gli angeli *
   e tutte le potenze dei cieli:
Santo, Santo, Santo *
   il Signore Dio dell'universo.
I cieli e la terra *
   sono pieni della tua gloria.
Ti acclama il coro degli apostoli *
   e la candida schiera dei martiri;
le voci dei profeti si uniscono nella tua lode; *
   la santa Chiesa proclama la tua gloria,
adora il tuo unico Figlio, *
   e lo Spirito Santo Paraclito.
O Cristo, re della gloria, *
   eterno Figlio del Padre,
tu nascesti dalla Vergine Madre *
   per la salvezza dell'uomo.
Vincitore della morte, *
   hai aperto ai credenti il regno dei cieli.
Tu siedi alla destra di Dio, nella gloria del Padre. *
   Verrai a giudicare il mondo alla fine dei tempi.
Soccorri i tuoi figli, Signore, *
   che hai redento col tuo sangue prezioso.
Accoglici nella tua gloria *
   nell'assemblea dei santi.
*
Salva il tuo popolo, Signore, *
   guida e proteggi i tuoi figli.
Ogni giorno ti benediciamo, *
   lodiamo il tuo nome per sempre.
Degnati oggi, Signore, *
   di custodirci senza peccato.
Sia sempre con noi la tua misericordia: *
   in te abbiamo sperato.
Pietà di noi, Signore, *
   pietà di noi.
Tu sei la nostra speranza, *
   non saremo confusi in eterno.
Oppure
Te Deum laudámus: * te Dóminum confitémur.
Te ætérnum Patrem, * omnis terra venerátur.
Tibi omnes ángeli, *
   tibi cæli et univérsæ potestátes:
tibi chérubim et séraphim *
   incessábili voce proclámant:
Sanctus, * Sanctus, * Sanctus *
   Dóminus Deus Sábaoth.
Pleni sunt cæli et terra * maiestátis glóriæ tuæ.
Te gloriósus * Apostolórum chorus,
te prophetárum * laudábilis númerus,
te mártyrum candidátus * laudat exércitus.
Te per orbem terrárum *
   sancta confitétur Ecclésia,
Patrem * imménsæ maiestátis;
venerándum tuum verum * et únicum Fílium;
Sanctum quoque * Paráclitum Spiritum.
Tu rex glóriæ, * Christe.
Tu Patris * sempitérnus es Fílius.
Tu, ad liberándum susceptúrus hóminem, *
   non horruisti Vírginis úterum.
Tu, devícto mortis acúleo, *
   aperuísti credéntibus regna cælórum.
Tu ad déxteram Dei sedes, * in glória Patris.
Iudex créderis * esse ventúrus.
Te ergo, quæsumus, tuis fámulis súbveni, *
   quos pretióso sánguine redemísti.
Ætérna fac cum sanctis tuis * in glória numerári.
*
Salvum fac pópulum tuum, Dómine, *
   et bénedic hereditáti tuæ.
Et rege eos, * et extólle illos usque in ætérnum.
Per singulos dies * benedícimus te;
et laudámus nomen tuum in sæculum, *
   et in sæculum sæculi.
Dignáre, Dómine, die isto *
   sine peccáto nos custodíre.
Miserére nostri, Dómine, * miserére nostri.
Fiat misericórdia tua, Dómine, super nos, *
   quemádmodum sperávimus in te.
In te, Dómine, sperávi: *
   non confúndar in ætérnum.
* Quest’ultima parte dell’inno si può omettere.
ORAZIONE
        O Dio onnipotente ed eterno, che nella Pasqua del tuo Figlio hai offerto agli uomini il patto della riconciliazione e della pace, donaci di testimoniare nella vita il mistero che celebriamo nella fede. Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio, e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo, per tutti i secoli dei secoli.
​        
       Benediciamo il Signore.

       R.
Rendiamo grazie a Dio.