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Giornata Missionaria Mondiale:
Messaggio della Presidenza della C.E.I. nel 50 della istituzione



Il prossimo 24 ottobre si celebra la Giornata Missionaria Mondiale.
Quest´anno siamo invitati a celebrarla con particolare fervore, perché ricorre il 50° della sua istituzione. Fu istituita, infatti, il 14 aprile 1926, per opera di Pio XI.
Accolta subito con viva sensibilità pastorale dai Vescovi e introdotta nelle diocesi, la Giornata Missionaria penetrò ben presto tra le nostre popolazioni, in particolare tra i giovani, risvegliando via via nelle comunità cristiane la consapevolezza della missione che il Signore risorto ha affidato agli Apostoli: «Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo» (Mt 28, 18-19).
Nella sua ricorrenza giubilare, la Giornata Missionaria Mondiale ha per la Chiesa in Italia un particolare significato. Essa si celebra, infatti, alla vigilia del Convegno «Evangelizzazione e promozione umana» ed è, per i convegnisti e per tutti i fedeli, un richiamo al rinnovamento di una mentalità che sia davvero cattolica e che porti la nostra comunità cristiana a dimostrare « per quelli che sono lontani la stessa sollecitudine che ha per coloro che sono i suoi propri membri (AG, 37).
Qual´è il contributo della Chiesa italiana all´opera di evangelizzazione ad gentes?
Il nostro pensiero vivo e riconoscente va a tanti nostri fratelli impegnati direttamente nell´opera missionaria in tutto il mondo. Sono circa 15.500 persone: una settantina di Vescovi, circa 7.700 sacerdoti o fratelli, appartenenti a 54 Istituti, circa 6.800 religiose di 36 Congregazioni.
In seguito ai pressanti appelli di Pio XII, di Giovanni XXIII e di Paolo VI, e sulla linea del grande risveglio missionario avviata dal Concilio Ecumenico Vaticano II, è nata anche una più viva coscienza della cooperazione tra le Chiese locali italiane e le Chiese sorelle di Africa, Asia e America Latina. Attualmente sono più di 600 i sacerdoti diocesani, circa 500 i laici e numerose le Congregazioni religiose non di estrazione missionaria, che esprimono questa nuova consapevolezza delle nuove diocesi tramite i «Servizi missionari diocesani».
Cresce anche l´opera di animazione del Popolo di Dio, specialmente attraverso l´intensa attività delle Pontificie Opere Missionarie e degli Istituti missionari, che sempre più organicamente si inseriscono nella pastorale delle Chiese locali. E cresce lo scambio dei beni spirituali e culturali, attraverso le testimonianze dirette, gli scambi ed i confronti tra le nuove Chiese sorelle e le nostre Chiese locali.
Resta tuttavia molto da fare. Occorre, innanzitutto, formare e sorreggere la coscienza missionaria dei singoli fedeli e delle comunità cristiane, perché nessuno demandi più il proprio impegno missionario a chi parte, limitandosi alla simpatia, all´ammirazione, a qualche semplice gesto di aiuto.
Ciascuno, con la sua comunità, deve sentirsi responsabile della missione universale della Chiesa in prima persona. Deve sentirsi quotidianamente unito ai missionari, che esprimono in maniera singolare la dimensione universale delle singole comunità cristiane.
È altrettanto importante, inoltre, stabilire un più. vasto e costante collegamento tra le nostre Chiese locali e quelle delle missioni, con una partecipazione più interessata alla loro vita ed ai loro problemi.
L´esperienza dimostra ormai che questo collegamento e questa partecipazione suscitano un ricco scambio di beni, e le nostre Chiese, oltre ad avvantaggiarsene in un cristianesimo più aperto, vivo e dinamico, attingono preziosi valori nel campo morale, sociale, familiare e pastorale.
Il Santo Padre Paolo VI, nel Messaggio per la prossima Giornata Missionaria, dopo aver invitato a festeggiare il 50°, esprime il voto che questa celebrazione porti un particolare frutto: la crescita nell´universalismo missionario della Chiesa, ed esorta ad una particolare catechesi su questo tema, che costituisce uno dei più importanti motivi dottrinali di tutti i più recenti documenti del Magistero.
Nello stesso Messaggio, il Santo Padre, indica, tra i principali mezzi per l´educazione a questo universalismo, la collaborazione con le Pontificie Opere Missionarie, assunte a strumento ufficiale della Chiesa per la cooperazione missionaria, proprio per la loro universalità, ed esprime il desiderio che il 50° della Giornata Missionaria porti anche alle stesse Pontificie Opere Missionarie un vigoroso incremento.
Esortiamo anche noi vivamente tutti i fedeli delle nostre Chiese locali, perché, sotto la guida dei loro Pastori, celebrino la prossima Giornata Missionaria con particolare fervore, in ascolto della Parola di Dio, nella partecipazione al mistero eucaristico, nella riflessione sull´impegno missionario di tutta la Chiesa, con il generoso contributo per le esigenze delle Chiese d´Asia, d´Africa e dell´America Latina, che attendono da noi i segni della solidarietà e della fraternità cristiana.

Roma, 10 ottobre 1976.

PRESIDENZA DELLA CEI