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In occasione del nuovo anno scolastico 1997-98


MESSAGGIO DELLA PRESIDENZA DELLA C.E.I.
La responsabilità dei cristiani per la scuola
Il nuovo anno scolastico prende l´avvio in un momento segnato da cambiamenti istituzionali e dal dibattito sulle riforme della scuola italiana.
La responsabilità che noi Vescovi avvertiamo nei confronti dell´annuncio evangelico e della sua testimonianza per l´uomo di oggi, ci chiama ad offrire il contributo di riflessione e un messaggio di incoraggiamento per tutti coloro che operano all´interno della realtà scolastica. Il progetto culturale orientato in senso cristiano, elaborato e promosso dalle comunità cristiane in Italia, intende promuovere e sostenere l´apporto qualificato dei cattolici alla vita morale, sociale e civile del Paese, a partire anche dal mondo della scuola che è uno degli ambiti privilegiati in cui tale apporto può immediatamente attuarsi.
Quali sono le nuove responsabilità richieste a quanti operano nella scuola ? Quale la responsabilità cristiana ?
Si tratta di porsi, in primo luogo, di fronte ai cambiamenti con serenità e fiducia. In un contesto di profonde trasformazioni occorre assumere un atteggiamento attento e di maturo discernimento, lontano dalle tentazioni tanto dell´ideologia quanto di una insostenibile neutralità" educativa. Al contrario, occorre saper dialogare in modo critico e costruttivo, accettando le dinamiche, talora difficili, di un cammino nel quale anche le differenze possano contribuire a promuovere la persona nella sua integrità e la comunione rispettosa tra le persone.
La risposta peculiare dei cristiani alle sfide formative emergenti non può ridursi alla semplice affermazione astratta di valori e principi o alla rivendicazione del loro riconoscimento nel dettato legislativo; bensì deve tradursi nella testimonianza di persone che mostrano nella concretezza della loro vita l´autenticità dei valori che annunciano.
Un grande impegno attende, dunque, anche le comunità cristiane che devono riscoprire il loro rapporto corretto e fiducioso con la scuola. Di fronte ai cambiamenti che si preannunciano, le comunità cristiane possono e devono esprimere e testimoniare le ragioni fondanti di un rinnovato impegno educativo e professionale, per maturare una più attenta sensibilità ai doveri della partecipazione e alle relazioni tra i vari soggetti che animano la comunità scolastica.
Agli insegnanti esprimiamo il nostro cordiale ringraziamento per il servizio svolto, anche in condizioni di incertezza e di disagio. Le associazioni ecclesiali e professionali di categoria - con il sostegno che la comunità cristiana deve offrire loro sotto il profilo intellettuale, morale ed apostolico - possono svolgere un ruolo determinante anche a livello sociale e civile.
Comprendiamo e condividiamo le ansie educative dei genitori in rapporto alla scuola, data la loro primaria e naturale responsabilità formativa. Il dialogo tra la famiglia e l´istituzione scolastica deve realizzarsi secondo il principio di sussidiarietà e nel rispetto della diversità dei compiti e delle responsabilità. E´ auspicabile che i nuovi organismi collegiali della scuola garantiscano gli strumenti di una giusta cooperazione tra la famiglia, la scuola e le altre agenzie educative.
Un augurio del tutto particolare rivolgiamo agli studenti perché nella scuola siano non solo oggetto delle attenzioni educative ma soggetti attivi e partecipi, capaci di esprimere le proprie aspettative, protagonisti del dialogo educativo.
Se alla scuola chiediamo di accogliere i valori e le attese profonde del mondo giovanile, alle comunità cristiane affidiamo il compito di formulare proposte concrete di collaborazione tra pastorale giovanile e pastor-ale della scuola per accompagnare il cammino formativo dei bambini, dei ragazzi e dei giovani e creare per loro occasioni di aggregazione, capaci di rendere il tempo scolastico un tempo di crescita e di maturazione intellettuale e spirituale.
La scuola viene riformata attraverso disposizioni normative, ma ha bisogno soprattutto di persone disponibili e corresponsabili nell´attuare creativamente un autentico progetto educativo.
Roma, 9 settembre 1997
LA PRESIDENZA
della Conferenza Episcopale Italiana

PRESIDENZA DELLA CEI