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Mercoledė 9 Aprile 2008
Vocazioni 
Il 13 aprile si celebra la Giornata mondiale di preghiera
"Le vocazioni al servizio della Chiesa-missione" è il tema della 45ª Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni che sarà celebrata il 13 aprile 2008. Il Cnv per la Giornata ha inserito nel sito internet www.chiesacattolica.it/vocazioni il Messaggio del Santo Padre, la preghiera e la riflessione di Don Nico Dal Molin, Direttore del Cnv. "Quello che maggiormente colpisce nella tematica di quest'anno, si potrebbe esprimere così – esordisce il Direttore del Cnv -: c'è una profonda differenza tra "l'essere di corsa" e … "l'essere in corsa". La frenesia della vita porta tutti noi a non trovare spazi di silenzio, di ascolto, di interiorizzazione, perché saturi delle mille cose da fare, diveniamo anche noi come Marta, nel bellissimo episodio di cui ci parla il Vangelo di Luca 10,38-42". L'essere di corsa può significare veramente "lasciarci risucchiare da quelle che il Vangelo chiama le "mérimnai", gli affanni, le preoccupazioni, le frenesie della vita di tutti i giorni, perdendo la preziosa opportunità di gustare la bellezza di quello che Gesù chiama la "parte migliore": il donarsi del tempo di silenzio, di ascolto, di relazione, di affetti e sentimenti condivisi, non in un banale intimismo o sentimentalismo, ma nella profondità dello scambio del cuore" prosegue Dal Molin. "Ahimé, tutti noi siamo come prigionieri di uno stesso stile di vita, che ci proietta dentro alla girandola frenetica di urgenze ed emergenze non sempre così essenziali; saliamo tutti su di un carrozzone sempre in corsa, che ci fa riempire l'esistenza di cose da fare, senza però il gusto di poterne assaporare la bellezza e la profondità, nell'istante in cui le viviamo… Siamo ammalati di efficientismo – aggiunge il sacerdote - e su tutti noi tiranneggia quella che possiamo chiamare una sindrome nevrotica del nostro tempo: "l'horror vacui": la paura del vuoto, cioè del tempo in cui non abbiamo qualcosa fare. Questo ci porta ad intasare ogni opportunità di relazione calma e condivisa con gli altri.Per un animatore, per una animatrice vocazionale credo che questa sia una delle grandi tentazioni a cui dobbiamo fare fronte, perché il nostro sevizio primario è quello di essere persone capaci di dare senso alla propria vita in un modo calmo e riconciliato, per trasmetterlo come gusto e come ricerca ai giovani che incontriamo e che spesso domandano una risposta concreta al nichilismo culturale e al vuoto interiore di tante vite inaridite e asfittiche".
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